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Il parco del Monte Cucco

Il Parco del Monte Cucco

Il Parco del Monte Cucco

IL PARCO DI MONTE CUCCO E LE SUE BELLEZZE NATURALISTICHE
Posto nel Nord-Est dell'Umbria, si estende per circa 10.480 ettari, è delimitato dalle cime degli Appennini su cui svetta il Monte Cucco (1566 m. s.l.m.), dalla storica strada della Via Flaminia, dalle valli dei fiumi Sentino e Chiascio. Ricade nei comuni di Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo. Il territorio circoscritto dai confini del Parco, è un area le cui particolarità geomorfologiche hanno dato forma a numerose grotte e tunnel sotterranei, è molto conosciuto e frequentato dagli amanti della speleologia che esplorano l’esteso sistema ipogeo. La grotta di Monte Cucco si estende per oltre 30 km. e una profondità di quasi 1000 m, è stato predisposto un percorso turistico di 1 km aperto a tutti.
Il massiccio del Monte Cucco è esposto a forti venti, dalle cime si godono magnifici panorami che si estendono su tutto il Centro Italia, dove gli amanti del deltaplano e parapendio praticano lo sport del volo libero. Nei mesi invernali, le particolari condizioni metereologiche fanno si che l’area del Cucco sia molto piovosa, con l’arrivo della neve alcune zone montane, tra tutte l’altopiano carsico di Pian delle Macinare è diventato un centro per la pratica dello sci da fondo e per le escursioni con le ciaspole.
La Forra di Rio Freddo è un luogo ideale per la pratica del torrentismo o canyonig, con la possibilità di discese organizzate da guide esperte.

LA FLORA DEL PARCO DI MONTE CUCCO
Con le condizioni climatiche molto umide specialmente al di sopra dei 1000 m, l’area naturale protetta del Monte Cucco, rende l’ambiente rigoglioso. Nelle varie stagioni dell’anno domina il colore verde dei prati pascolo, che sono una inesauribile fonte di gustose prelibatezze come i funghi e di bellezza con le colorate fioriture primaverili dove nascono le eleganti orchidee selvatiche.
Nel versante est del Parco, il clima freddo e umido favorisce la crescita di piante che più si adattano a queste condizioni, fra tutte prevalgono i secolari boschi di faggio, che si associano anche se in numero minore agli aceri di monte.
A Monte Cucco si trovano grandi e rari esempari di agrifoglio, il velenoso tasso che viene utilizzato per la costruzione degli archi medievali, nei versanti montani più soleggiati possiamo ammirare il sempreverde leccio.
A quote più collinari si sviluppa il cosidetto bosco misto composto da querce, carpini e ornielli, essenze utilizzate dalla poplazione come bio massa da riscaldamento.

LA FAUNA DEL PARCO DI MONTE CUCCO
Il Parco di Monte Cucco è la dimora ideale del Lupo, quasi scomparso sta tornado a ripopolare l’Appennino, grazie anche all’istituzione dei sette Parchi presenti in Umbria. Gli “ungulati” come Cinghiali, Daini, Caprioli, popolano in abbondanza prati e boschi, è possibile imbattersi nel regale volo dell’Aquila e di numerose specie di Falchi. All’imbrunire il bosco si popola dei rapaci notturni come Civette, Barbagianni e il maestoso Gufo reale. Una menzione a parte va fatta per le forme di vita in grotta, come i Pipistrelli, i Tricotteri (piccole farfalle dalle ali a membrana) e il raro Geotritone un vero e proprio fossile vivente. Torrenti e fiumi sono popolate dalla Trota fario e dal Gambero di fiume che purtroppo vedono ridursi il sempre di più il loro habitat, in prossimità delle sorgenti dove trovano una maggiore purezza delle acque. Picchi, Ghiandaie, popolano i boschi con le loro grida, allertando gli altri animali di eventuali pericoli. Sono presenti anche Lepri e Pernici e solo in alcuni periodi l’elegante Beccaccia sfreccia veloce tra gli alberi.

PUNTI D’INTERESSE NEL PARCO DI MONTE CUCCO
La Madre dei Faggi: faggeta tra le più antiche d’Italia, estesa per 30 ettari ad una quota di 1000 m.s.l.m. spesso accompagnate da grossi esemplari di Agrifoglio Ilex aquifolium.
(vedi nel sito itinerario La faggeta e i piani carsici dell’alta valle del Rio Freddo)
La Forra di Rio Freddo: spettacolare gola, percorribile solo da esperti attrezzati per il canyoning, che taglia longitudinalmente il Monte Cucco. Scavata dal torrente Rio Freddo nel corso di milioni di anni, è caratterizzata da un continuo susseguirsi di dirupi rocciosi, pareti calcaree, piccoli laghi e numerose cascate.
(vedi nella carta i sentieri n. 230 - n. 275 – n. 276)
Il Corno del Catria: affilata cresta rocciosa, percorribile solo da escursionisti esperti e attrezzati, attraverso un emozionante ed esposto itinerario.
(Vedi nel sito itinerario Corno del Catria)
Le Lecce: imponente parete di roccia, alta fino a 70 m, situata sul versante occi-dentale del Parco presenta una lacerazione centrale che la rende ancora più affascinante e suggestiva. La presenza di nuclei di lecci (Quercus ilex), uniti a qualche esemplare relitto di bosso (Buxus sempervirens) e di alloro (Laurus nobilis), che vivono abbarbicati sulle aride pareti rocciose, rendono questo luogo ancora più interessante tanto da essere individuato come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) .
(vedi nel sito itinerario La spaccatura delle Lecce)
La Grotta di Sant’Agnese: la grotta che, secondo la tradizione popolare fu a lungo il romitorio della Santa, è un vasto e suggestivo androne, facilmente visitabile da ogni escursionista.
(vedi nella carta i sentieri n. 288)
La Valle delle “Prigioni”: questa valle prende il nome dagli eremitaggi le prigioni in cui, in volontario isolamento, tanti eremiti trascorsero la loro esistenza. Il sentiero costeggia il Rio delle Prigioni, sino a passare sotto l’imponente formazione calcarea detta “la scarpa del diavolo”.
(vedi nel sito itinerario La valle delle prigioni)
Il Centro di documentazione sulle aree carsiche e il Museo Laboratorio: consentono di ripercorrere la storia dell’esplorazione della grotta e la consultazione di una imponente documentazione sulle grotte umbre.
(Indirizzo: Corso G. Mazzini, 06021 Costacciaro PG tel 075 9171046 info@grottamontecucco.umbria.it)
I Fossili: partendo da Fonte Acqua Ghiacciata, percorrendo il sentiero in direzione Nord, l’escursionista può osservare centinaia di calchi di Ammonniti ed altri organismi fossili.
(vedi nel sito itinerario giro e vetta di Monte Cucco)
Gli Eremi: all’interno del Parco e nelle aree immediatamente limitrofe, si trova-no l’Abbazia di Santa Maria di Sitria, l’Eremo di San Girolamo e l’Eremo di Fonte Avellana. Presenze che ci ricordano quel movimento di “monachesimo forestale”
(vedi nel sito itinerario L’itinerario dello Spirito).

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